Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 7 dicembre 2016

Cresce il consumo di gas in Italia a Novembre + 13,9% (perchè? colpa del nucleare) mentre continua il crollo della produzione

Crescono i consumi di gas a Novembre del 13,9 % secondo i dati Snam. Una crescita importante rispetto allo stesso mese dell'anno passato, e c'è una ragione importante e sconosciuta. La riveleremo alla fine.

Intanto vediamo con i grafici che il consumo si pone al livello più alto degli ultimi 5 anni e a metà strada rispetto agli ultimi 11 anni.
Controlliamo il vero andamento dei consumi con i consueti nostri grafici mettendo in fila i dati pubblicati dalla Snam nel proprio sito web, dati sia pur provvisori ma sempre molto vicini a quelli che il Ministero dello Sviluppo Economico fornirà dopo poche settimane, discostando di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 11 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione.

Dunque, nel mese di Novembre il consumo cresce del 13,9%, tanto, rispetto allo stesso mese del 2015.

Quantitativamente a Novembre abbiamo bruciato per 7.432,06 milioni di m3 Standard  (dato provvisorio Snam) contro i 6.489,33 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2015.



I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali o addomesticate da interessi vari.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Novembre è lì nel mezzo degli ultimi 11 anni.


Lo stesso grafico con gli ultimi 6 anni per evidenziare l'andamento.


Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e la faticosa lenta risalita, ondeggiante.



Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua a diminuire la produzione nazionale anche a Novembre che risulta essere di 496,24 milioni di metri cubi (dato provvisorio) rispetto ai 532,14 milioni di metri cubi (dati definitivi) dello stesso mese dell'anno passato, con una contrazione di poco meno del 7% .




Il grafico della quantità di gas prodotto la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il precipitare della quantità estratta.




Allora, controllando i dati Snam possiamo affermare con una certa sicurezza che il consumo molto alto delle centrali di turbogas ha inciso sul consumo totale, quasi il 30% in più rispetto allo stesso mese dell'anno passato. A Ottobre il consumo delle turbogas è stato del 33% e del 27% a Settembre improvvisamente più alti rispetto ai mesi precedenti quando addirittura si erano registrati dati negativi. Come mai questa eccezionale richiesta di energia elettrica? Probabilmente non abbiamo avuto necessità interne superiori alla media ma la causa è da rintracciare al di fuori dell'Italia, ovvero abbiamo prodotto energia per la Francia che ultimamente ha chiuso (temporaneamente) alcune centrali nucleari. Lo veniamo a sapere da alcuni articoli pubblicati alla fine del mese scorso. Questo articolo è de La Repubblica del 23 Novembre:

Centrali nucleari, l'Authority francese ai media: "Siamo molto preoccupati"
Pierre-Franck Chevet, presidente dell'Asn, in una intervista a le Figaro: "Scenario peggiorato dal 2015, al momento 12 reattori sono fermi o stanno per essere fermati per controlli". Trovati 400 dossier volontariamente nascosti, su anomalie e documenti falsificati

Poi un altro articolo del Sole 24 Ore del 22 Novembre che paventa un rincaro del costo dell'energia nella nostra bolletta per la regola della domanda e dell'offerta indotta dalle centrali nucleari chiuse in Francia:

Rischio di rincari sulle bollette per i guai del nucleare francese
Una concentrazione di causa ed effetto. Il primo evento è che molte centrali nucleari francesi sono state spente per guai i tecnici davvero seri. Così - secondo evento - in Francia la corrente elettrica scarseggia. Quindi la Francia deve importare energia elettrica dai paesi vicini. Così l'aumento della domanda fa salire le quotazioni del chilowattora ...

E il Fatto Quotidiano del 16 Novembre

Bollette, arriva il conto della serrata delle centrali nucleari francesi: volano domanda e prezzi. Anche in Italia
La Francia ha iniziato ad avere un deficit crescente di produzione fino a non riuscire più a far fronte ai propri bisogni. E, ovviamente, non è neanche in grado di esportare l’elettricità come ha sempre fatto.
Come se non bastassero le tante distorsioni tutte italiane che pesano sulle nostre bollette, ora ci si mettono anche quelle dei Paesi oltreconfine. E’ infatti in arrivo l’ennesima stangata per i consumatori ma questa volta, paradosso dei paradossi, la causa è da ricercarsi in Francia. “E’ atteso un effetto” sui costi dell’elettricità in Italia per il fermo di un terzo delle centrali nucleari francesi, ha detto all’Ansa il presidente dell’Autorità per l’Energia Guido Bortoni, che ha poi aggiunto: “i mercati sono collegati” quindi “ci stupiremmo del contrario”.


In un prossimo post prenderemo in esame il consumo del gas nei settori industriale e termoelettrico con i relativi grafici esplicativi. 





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martedì 6 dicembre 2016

Consumi di energia elettrica in Italia: a ottobre -1,7%

Nel mese di ottobre 2016, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 25,8 miliardi di kWh, con una flessione dell’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La domanda dei primi dieci mesi del 2016 è in flessione del 2,5% rispetto al corrispondente periodo del 2015. A parità di calendario il risultato è -2,7%.
A livello territoriale, la variazione tendenziale di ottobre 2016 è stata ovunque negativa: -2,1% al Nord, -1,4% al Centro e -1,1% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato della domanda elettrica di ottobre 2016 ha fatto registrare una variazione negativa rispetto al mese precedente (-0,8%). Il profilo del trend si porta su un andamento stazionario.

Nel mese di ottobre 2016 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 91,1% con produzione nazionale e per la quota restante (8,9%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,7 miliardi di kWh) è cresciuta del 7,1% rispetto a ottobre 2015. In aumento le fonti di produzione termica (+19%), fotovoltaica (+13,4%) ed eolica (+1,3%), in calo le fonti di produzione idrica (-35,4%) e geotermica (-1,4%).


l Comunicato stampa Terna del 5 Novembre 2016


I nostri grafici


Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. E' evidente che il consumo è a un livello più basso degli ultimi 11 anni.


Per una migliore lettura degli ultimi 5 anni.



Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza con la solita tendenza alla caduta costante e progressiva.



Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 44 mesi con un salto in terreno positivo per la maggior parte dei mesi estivi del 2015 dovuti esclusivamente al caldo eccezionale e al conseguente uso/abuso dei condizionatori, per poi tornare al segno rosso. Persiste il calo del 2016 anche nel mese appena trascorso confermando la straordinarietà del luglio 2015 quando, a causa del notevole caldo stagionale, si tennero lungamente accesi i climatizzatori in tutta Italia.


Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo, con il solito profilo a gobba di cammello in ginocchio intento a bere, ora con la lingua fuori. Dopo la crescita dei mesi estivi dell'anno passato a causa delle condizioni climatiche contingenti ed eccezionali, con i mesi estivi particolarmente bollenti del 2015, si nota un ultimo periodo stazionario e la rinnovata tendenza alla ricaduta, ovvero è venuto meno il contributo eccezionale dei consumi del luglio 2015.


Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.




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lunedì 5 dicembre 2016

Crescono sia le immatricolazione delle auto elettriche che ibride a Novembre

Anche in Novembre vediamo una notevole crescita delle immatricolazioni delle auto ibride che ancora superano le immatricolazioni delle auto a metano per il terzo mese consecutivo.
Seguono la crescita anche le auto elettriche rispetto allo stesso mese dell'anno passato.

La somma delle immatricolazione delle auto ibride ed elettriche tocca il 1,7 % del totale.

La crescita delle ibride a livello mensile segna quasi il 36,3% rispetto a Novembre 2015 e il 47,7% nel periodo Gennaio-Novembre. Le auto elettriche al cento per cento hanno registrato un incremento del 16,1% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, rimane negativo il dato percentuale dei primi 11 mesi con l' 11,8%.

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) provenienti dal Ministero dei Trasporti, possiamo verificare quale sia la situazione dei primi 11 mesi riguardanti le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.


I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure
A Novembre le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche sono 108 contro le 93 del 2015 con un incremento del 16,1% .



Le auto ibride
Nel mese di Novembre sono state immatricolate 3.459 auto ibride contro le 2.538 rispetto allo stesso mese del 2015 con un incremento del 36,3%.



Novità introdotta quest'anno, non presente nel 2015, nei dati forniti dal Ministero è la suddivisione delle auto ibride con i carburanti per il motore termico, a trazione elettrica + benzina sono 3.437 e 22 a trazione elettrica + diesel.

La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.




L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto è del  1,7% nei primi 11 mesi dell'anno.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Novembre

Sui gradini del podio delle elettriche pure a Novembre troviamo :

Immatricolazioni auto novembre 2016: le 5 ibride più vendute in Italia

1 Toyota Yaris  1.228
 2 Toyota Auris   888
  3 Toyota RAV4  504

Immatricolazioni auto novembre 2016: le 5 elettriche più vendute in Italia

 1 Nissan Leaf   33
  2 Renault Zoe   28
   3 BMW i3    10





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sabato 3 dicembre 2016

Occupati (calano) e disoccupati a Ottobre

Nel mese di ottobre la stima degli occupati cala lievemente rispetto a settembre (-0,1%, pari a -30 mila unità). La flessione è attribuibile alle donne a fronte di una sostanziale stabilità per gli uomini e riguarda tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Diminuiscono, in questo mese, i dipendenti a tempo indeterminato, mentre crescono quelli a termine e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione è pari al 57,2%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a settembre.

Nel complesso del periodo agosto-ottobre si registra un calo degli occupati rispetto al trimestre precedente (-0,2%, pari a -34 mila), che interessa gli uomini, le classi di età fino a 49 anni e i lavoratori indipendenti, mentre segnali di crescita si rilevano per donne, over 50 e lavoratori dipendenti.

La stima dei disoccupati a ottobre diminuisce (-1,2%, pari a -37 mila), dopo l'aumento del 2,2% registrato nel mese precedente. La diminuzione è attribuibile alle donne (mentre si registra una lieve crescita tra gli uomini) e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione risulta pari all'11,6%, in calo di 0,1 punti percentuali su base mensile.

La minore partecipazione al mercato del lavoro a ottobre, in termini sia di occupati sia di persone in cerca di lavoro, si associa all'aumento della stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +82 mila). Tale crescita compensa in parte il forte calo registrato a settembre (-0,8%). L'aumento interessa entrambe le componenti di genere e le classi di età fino a 49 anni. Il tasso di inattività sale al 35,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali.

Nell'arco del periodo agosto-ottobre al calo degli occupati si accompagna l'aumento dei disoccupati (+0,7% pari a +19 mila) e la sostanziale stabilità degli inattivi.

Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+0,8% su ottobre 2015, pari a +174 mila). La crescita tendenziale è attribuibile ai lavoratori dipendenti (+194 mila, di cui +178 mila permanenti) e si manifesta sia per la componente maschile sia per quella femminile, concentrandosi principalmente tra gli over 50 (+376 mila). Nello stesso periodo calano gli inattivi (-2,2%, pari a -308 mila) e aumentano i disoccupati (+1,3%, pari a +38 mila).

Comunicato stampa Istat



I nostri grafici

 In percentuale.

 Tasso di occupazione.

  Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni


 In un unico grafico



In valori assoluti.

Forze lavoro 




Occupati



In cerca di lavoro






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venerdì 2 dicembre 2016

Ancora in crescita le mmatricolazioni delle auto a Novembre, +8,2

Mercato auto novembre: crescita in rallentamento (+8,2%). Anticipo di domanda sulle vendite a società (+28%) in vista della modifica del superammortamento.

Il mese di novembre, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, segna una crescita in rallentamento all’8,2% per effetto delle 145.835 vetture immatricolate a confronto con le 134.790 unità dello stesso periodo 2015, che a sua volta aveva evidenziato un incremento del 24,2%. Il tasso di crescita del mercato, quindi, rallenta rispetto all’andamento consolidato, portando comunque il cumulato gennaio-novembre in aumento del 16,5% con 1.699.944 autovetture complessivamente vendute rispetto alle 1.459.029 degli 11 mesi dello scorso anno.
“Le immatricolazioni del mese di novembre sono prevalentemente caratterizzate dal forte incremento del canale delle vendite a società - afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilitiche estere - e, come da noi preannunciato, questa crescita è determinata soprattutto dall’anticipazione degli acquisti per usufruire delle agevolazioni fiscali del Superammortamento, considerato che - secondo la formulazione attuale del DdL di Bilancio 2017 - le auto aziendali che non hanno la caratteristica di essere un bene strumentale per l’attività di impresa saranno escluse dal beneficio nel 2017”.
“Sappiamo già che come conseguenza dovremo gestire un calo nei primi mesi del prossimo anno - continua Nordio - che si rifletterà anche sulle possibilità di crescita del mercato, pertanto se da un lato il 2016 proietta ormai un fine anno da 1.830.000 immatricolazioni (+16,1%), dobbiamo confermare una previsione di una crescita più contenuta per il 2017, anche per effetto del confronto con un 2016 decisamente alto, di circa il 6%, a 1.945.000 unità”.
Passando all’analisi del mercato, gli acquisti dei privati, sostenuti dalle campagne promozionali delle Case automobilistiche, in un contesto di stabilità del clima di fiducia delle famiglie, segnano un incremento contenuto nel mese del 5,2%, dopo la crescita del novembre 2015, quando si registrò un +25%. Nel cumulato degli 11 mesi la crescita in volume è del 13,3% e la quota scende di 1,6 punti, al 61,6% del totale mercato. Rallenta il noleggio, che in novembre fa registrare un +2,4%, a causa del calo del 20% del breve termine, a cui si contrappone il lungo in aumento dell’11,3%, mentre negli 11 mesi la crescita complessiva è del 16,8%, con una quota stabile al 20,3%. Come anticipato, grandi protagoniste dei risultati di novembre sono le società, che segnano un incremento del 28% ed una quota che raggiunge il 21,5% (+3,2 p.p.). Nel cumulato gennaio-novembre l’incremento dei volumi è del 26,6%, portandosi al 18,1% di quota.
Sempre positiva la performance mensile delle immatricolazioni di vetture diesel (+12,5%), benzina (+7,9%) e ibride (+36,3%), mentre continuano a flettere GPL (-7,4%) e soprattutto metano (-27,2%), crescono infine del 16,1% le vetture elettriche. Negli 11 mesi il diesel sfiora il 60% di quota, la benzina il 30%, le ibride salgono al 2,3%, mentre perdono un punto il GPL (al 5,6% del totale) ed il metano (al 2,2% di quota).

Da segnalare che, rispetto all’incremento a doppia cifra di tutti i segmenti in cui si scompone il mercato, le utilitarie del segmento B in novembre perdono l’1,2% e l’alto di gamma l’8,5% dei suoi volumi. Nel cumulato gennaio-novembre tali segmenti, seppur in crescita, sono quelli che presentano un tasso di incremento più basso, con le utilitarie che perdono 2,6 punti percentuali.
Anche le carrozzerie performano in novembre con tassi di crescita a doppia cifra, ad eccezione delle berline (+6,9%) e dei monovolume piccoli e compatti che cedono in volume. L’analisi per macroarea evidenzia un buon andamento di crescita per tutte, con il Nord Est che si incrementa meno del mercato totale (+5,5%). Negli 11 mesi tutte le aree del Paese confermano la quota dell’anno precendente, con il Nord Est al vertice della classifica.

Per concludere l’analisi del mercato, i trasferimenti di proprietà di autovetture, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), in novembre hanno segnato una flessione del 3,6% a 412.194 unità rispetto alle 427.507 dello stesso periodo 2015. Negli 11 mesi i 4.324.364 trasferimenti complessivi indicano un incremento del 3,7% rispetto ai 4.171.278 del gennaio-novembre 2015.


Dal comunicato stampa UNRAE



I nostri consueti grafici

 L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 8 anni. Come vediamo, nello scorso mese, Novembre 2016, le immatricolazioni sono al secondo livello dietro solo al 2009.

 L'andamento mensile negli ultimi 8 anni in sequenza.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno segue una sfilza di segni positivi.

Con l'ultimo grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni continuano a crescere in modo eccezionale.





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giovedì 1 dicembre 2016

Il trasporto su strada consuma più dell' 80% di tutta l'energia dei trasporti negli Stati Uniti

L'Ufficio di efficienza energetica e le energie rinnovabili del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti d'America (DOE) ha pubblicato un rapporto relativo al 2014 nel quale si evidenzia il fatto che il trasporto su strada consuma oltre l'80% di tutta l'energia dei trasporti negli Stati Uniti.
Insieme, i veicoli leggeri, medi e  gli autocarri pesanti e autobus consumano 82,1% dell'energia utilizzata nel settore dei trasporti. Quei veicoli stradali usano principalmente benzina e gasolio. Tra le altre modalità, l'uso del trasporto aereo di conti Jet Fuel e benzina avio incidono per il 7,8%, mentre le altre via, acqua, ferrovie, e pipeline per meno del 5% ciascuno.
Trasporto di energia Usa per modalità e tipo di combustibile, 2014




Sarebbe giunto il momento di togliere spazio almeno ai mezzi stradali che utilizzano carburanti tradizionali per spostarsi verso i mezzi elettrici a emissioni locali zero. No?



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mercoledì 30 novembre 2016

19 autobus elettrici in Piemonte

Una delle più importanti aziende cinesi che produce veicoli elettrici si è aggiudicata la gara per la fornitura di 16 autobus da 12 metri completamente elettrici per la GTT di Torino. La gara bandita dalla Regione Piemonte nel 2015 ha diffuso l'esito definitivo della gara. BYD  nei giorni scorsi.
A questi si aggiungono  altre 3 elettrobus 12 metri, sempre della stessa BYD EUROPE BV, che andranno alla SUN di Novara, per un totale complessivo di diciannove mezzi.

L'esito è stato così pubblicato.

APPALTO GTT N 124/2015
ACQUISTO AUTOBUS AD ALIMENTAZIONE ESCLUSIVAMENTE ELETTRICA
DESTINATI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E STAZIONI DI RICARICA
RAPIDA E SERVIZIO DI MANUTENZIONE FULL SERVICE – N. 3 LOTTI.
PROCEDURA RISTRETTA EX ART. 220 D.LGS. 163/2006 

Esito definitivo 

OFFERTE PERVENUTE:

LOTTO 1 - Autobus urbani aventi motorizzazione esclusivamente elettrica di lunghezza inferiore a 6,5 m – CIG 659785308A - gara deserta;

LOTTO 2 - Autobus urbani aventi motorizzazione esclusivamente elettrica di lunghezza compresa tra 6,5 m e 9 m – CIG 659787852A – gara deserta 

LOTTO 3 - Bus urbani a due assi aventi motorizzazione esclusivamente elettrica di lunghezza circa 12 m – CIG 65978985AB – n. 1 offerta.

L’aggiudicazione è avvenuta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi degli artt. 81 e 83 d.lgs. 163/2006;

L’aggiudicatario definitivo per il solo lotto 3 è BYD EUROPE B.V. – Schiedam – The Netherlands , per la fornitura di n. 19 autobus urbani a due assi aventi motorizzazione esclusivamente elettrica di lunghezza circa 12 m comprensivo del servizio di full service per 10 anni per un valore di 10.064.300,00 IVA esclusa, di cui Euro 7.980.000,00 per la fornitura e il rimanente per il servizio di full service oltre oneri della sicurezza derivanti da interferenze pari a Euro 283,00. L’avviso di aggiudicazione è stato spedito alla GUUE il 27/09/2016. 



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martedì 29 novembre 2016

I diamanti sono i migliori amici delle donne e ... delle batterie

Marilyn Monroe cantava qualche decennio fa 'Diamonds Are a Girl's Best Friend', 'I diamanti sono i migliori amici delle donne', ma vuoi vedere che i diamanti possono essere i migliori amici anche delle batterie? Secondo una ricerca di un team di fisici e chimici dell'Università di Bristol sembra proprio di sì. In particolare i diamanti artificiali che hanno la caratteristica di generare una corrente elettrica quando sono immessi in un campo radioattivo.
Lo sviluppo di questa nuova applicazione potrebbe risolvere -dicono - anche alcuni dei problemi di scorie nucleari, produzione di energia elettrica pulita e di lunga, lunghissima vita delle batterie.
A differenza della maggior parte delle tecnologie per la generazione di energia elettrica, che utilizzano energia esterna per muovere un magnete attraverso una bobina di filo per generare una corrente, il diamante artificiale è in grado di produrre una carica semplicemente essendo in prossimità di una sorgente radioattiva.
Dopo avere effettuato test su un prototipo di 'batteria diamante'   utilizzando nichel-63 come sorgente di radiazione, ora a Bristol stanno lavorando per migliorare significativamente l'efficienza utilizzando carbonio-14, una versione radioattiva di carbonio, che è prodotto nei blocchi di grafite utilizzati per moderare la reazione nelle centrali nucleari. La ricerca di Bristol ha dimostrato che il carbonio-14  radioattivo è concentrato sulla superficie di questi blocchi quindi il carbonio-14 viene estratto  e incorporato in un diamante per produrre una batteria a energia nucleare.
Il Regno Unito possiede attualmente quasi 95.000 tonnellate di blocchi di grafite e estraendo carbonio-14 da essi, la loro radioattività diminuisce, riducendo il costo connessi ai problemi della conservazione di questi rifiuti nucleari  in modo sicuro.
Il carbonio 14 è stato scelto come materiale di base perché emette una radiazione a corto raggio, che viene rapidamente assorbito da qualsiasi materiale solido. Ciò lo renderebbe pericoloso se ingerito  o messo in contatto con la pelle nuda, ma con la massima sicurezza all'interno di diamante, in quanto nessuna radiazione a corto raggio può sfuggire. In realtà, il diamante è la sostanza più dura conosciuta dall'uomo, non c'è letteralmente nulla che potremmo usare in grado di offrire maggiore protezione.
Nonostante la loro bassa potenza, rispetto a tecnologie di batterie attuali, il tempo di vita di queste batterie al diamante potrebbe rivoluzionare l'alimentazione di dispositivi su tempi lunghi. L'utilizzo del carbonio-14 della batteria impiegherebbe 5.730 anni per raggiungere il 50 per cento di energia iniziale (tempo di dimezzamento).
Queste batterie potranno essere utilizzate in situazioni in cui non è possibile ricaricare o sostituire le batterie convenzionali ovvero in dispositivi elettrici a bassa potenza in cui è necessaria una lunga durata della fonte di energia, come i pacemaker,. satelliti, droni alta quota o anche veicoli spaziali.

  (fonte Phys.org)



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lunedì 28 novembre 2016

Fatturato e ordinativi dell’industria a settembre, non bene

A settembre nell'industria si rileva una flessione del 4,6% per il fatturato e del 6,8% per gli ordinativi rispetto al mese precedente, nel quale si erano registrate variazioni eccezionalmente positive. Per il fatturato la flessione più marcata si è avuta sul mercato interno (-5,5%) rispetto a quello estero (-2,8%),

Il fatturato si riallinea a livelli di poco inferiori rispetto a quelli registrati a luglio (-0,6 punti percentuali) con effetti differenziati tra mercato interno in flessione (-1,5 punti), e mercato estero in espansione (+1,8 punti).

Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo segna un ampio incremento (+2,3%) rispetto ai tre mesi precedenti (+2,5% per il fatturato interno e +1,8% per quello estero). I beni strumentali registrano una crescita sostenuta (+5,0%).
Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 come a settembre 2015), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dello 0,3%, sintesi di un decremento dell'1,3% sul mercato interno ed un incremento dell' 1,8% su quello estero.
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano flessioni congiunturali per tutti i raggruppamenti principali di industrie, che risultano particolarmente rilevanti per i beni strumentali (-6,8%) e per l'energia (-4,6%).
L'indice grezzo del fatturato diminuisce, in termini tendenziali, dello 0,3%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dei beni intermedi.
Per il fatturato la diminuzione tendenziale più ampia riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,3%), mentre il maggior incremento riguarda la fabbricazione di macchinari (+5,8%).

Nel confronto con il mese di settembre 2015, l'indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 2,6%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,3%).


I nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.






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sabato 26 novembre 2016

Consumi: Coldiretti, +60% prezzo succo arancia con crollo raccolti

L'effetto combinato prodotto da cattive condizioni meteorologiche e da malattie in Brasile e negli Stati Uniti, che sono i principali Paesi produttori, ha provocato quest'anno un'impennata del 60% del prezzo del succo d'arancia concentrato surgelato quotato al mercato future di New York. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un prodotto massicciamente importato anche in Europa dove non tarderanno a farsi sentire gli effetti sulla spesa dei consumatori.

Come nel famoso film "una poltrona per due" con Eddie Murphy la speculazione, in attesa di un crollo della produzione, si è spostata - sottolinea la Coldiretti - dai mercati finanziari a quelli delle materie prime agricole facendo balzare in alto il prezzo del prezioso agrume. Il Dipartimento all'Agricoltura degli Stati Uniti - precisa la Coldiretti - prevede che, nel 2016, la produzione di succo d'arancia del paese ammonterà a un totale di 885.000 tonnellate, in calo di quasi un terzo rispetto a due anni fa soprattutto per il calo in Florida mentre in Brasile, temperature più alte del normale hanno danneggiato significativamente lo sviluppo della frutta e il prezzo delle arance fisiche utilizzate per la produzione di succo ha toccato, a San Paolo, un nuovo picco record.
La situazione è destinata ad avere impatto anche sull’Italia dove è presente un consistente flusso di importazioni, anche attraverso triangolazioni con Paesi europei, per la preparazione di succhi d’arancia da spacciare come made in Italy perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta per l’ortofrutta trasformata.

Una mancanza di trasparenza che ha contribuito a provocare la scomparsa in Italia – denuncia la Coldiretti - di pianta di arance su tre (31%) che è stata tagliata negli ultimi quindici anni, ma si sono anche verificati il dimezzamento dei limoni (-50% e una riduzione del 18% delle piante di clementine e mandarini. Negli ultimi 15 anni - sottolinea la Coldiretti - sono andati persi 60mila ettari di agrumi e ne sono rimasti 124mila, dei quali 30mila in Calabria e 71mila in Sicilia. Sotto accusa - conclude la Coldiretti - i prezzi pagati agli agricoltori che non riescono neanche a coprire i costi di raccolta a causa della concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero, in una situazione di dumping economico, sociale ed ambientale.





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venerdì 25 novembre 2016

Giorni contati per le centrali nucleari in Svizzera?

Vietare la costruzione di nuove centrali atomiche e limitare a 45 anni la durata di esercizio degli impianti esistenti: lo chiede l’iniziativa popolare "Per l’abbandono del nucleare" in votazione il 27 novembre. La proposta del Partito ecologista svizzero non convince però governo e parlamento, che temono un’uscita dall’atomo troppo precipitosa.

Leggiamo il resto qui

Oltretutto in Francia cominciano ad essere sempre più appariscenti i problemi del nucleare:

La crepa nella "corazza" della centrale di Flamanville. E il nucleare francese si scopre meno sicuro

L'articolo è qui.




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giovedì 24 novembre 2016

467mila morti premature in 41 Paesi europei per inquinamento

L'Agenzia europea per l'ambiente (Eea) ha pubblicato ieri i dati del Rapporto "Qualità dell'aria in Europa 2016", e nella stessa giornata  il Parlamento europeo a Strasburgo dovrebbe avere votato la direttiva che introduce nuovi limiti alle emissioni inquinanti per il periodo 2020-2030.
467mila sono le morti premature l'anno in tutto il continente sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali, tra cui più di 400 città in tutta Europa. Tra gli altri risultati, risulta che nel 2014 circa l'85% della popolazione urbana nell'UE è stata esposta a particolato fine (PM2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il particolato più causare o aggravare malattie cardiovascolari, asma e cancro ai polmoni.  L'impatto stimato dell'esposizione al biossido di azoto (NO2) e all'ozono troposferico (O3) è considerata invece responsabile rispettivamente di 71mila e 17mila morti premature in Europa. Questo tipo di inquinamento causa o peggiora problemi respiratori, malattie cardiovascolari, cancro e portano ad aspettative di vita più brevi. Non solo. L'ozono, a livello di troposfera, è anche ritenuto responsabile della bassa resa delle colture.


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